Dopo la temperatura, parliamo di umidità nella conservazione del vino

Quando si parla di conservazione del vino, si tende spesso a concentrarsi sulla temperatura, ne abbiamo infatti parlato anche noi in un articolo pubblicato qualche giorno fa. Tuttavia, c’è un altro fattore altrettanto importante che non dovrebbe essere trascurato: l’umidità. La corretta gestione dell’umidità può fare la differenza tra un vino che invecchia bene e uno che si rovina prematuramente. In questo articolo, esploreremo come l’umidità incide sulla conservazione del vino e offriremo consigli su come mantenere i livelli di umidità ottimali.

Perché l’umidità è importante nella conservazione del vino?

L’umidità relativa nel luogo di conservazione del vino influisce principalmente sul tappo di sughero. Un tappo di sughero ben mantenuto è essenziale per preservare l’integrità del vino, poiché impedisce l’ingresso di aria e l’evaporazione del vino stesso. Se l’umidità non è corretta, il tappo può seccarsi o sviluppare muffe, compromettendo la qualità del vino.

Livelli di umidità ideali per la conservazione vinicola

Per una conservazione ottimale, l’umidità relativa dovrebbe essere mantenuta tra il 60% e l’80%. Ecco perché: Umidità inferiore al 60%: Un’umidità troppo bassa può causare l’essiccazione del tappo di sughero. Quando il sughero si secca, si restringe e permette all’aria di entrare nella bottiglia, ossidando il vino. L’ossidazione può portare a una perdita di freschezza e all’acquisizione di sapori indesiderati. Umidità superiore all’80%: Un’eccessiva umidità, invece, può portare alla formazione di muffe sia sul tappo che sull’etichetta. Anche se il vino all’interno della bottiglia potrebbe non essere direttamente contaminato, un tappo ammuffito può alterare l’aroma e il sapore del vino quando viene aperta la bottiglia. Tappo secco: Come accennato, un tappo secco si restringe e permette l’ingresso di aria, che ossida il vino. Inoltre, l’evaporazione del vino attraverso un tappo secco può ridurre il volume del liquido, lasciando un eccessivo spazio d’aria nella bottiglia che accelera ulteriormente l’ossidazione. Muffe e funghi: Un ambiente troppo umido favorisce la crescita di muffe e funghi. Questi possono attaccare il tappo e, in casi estremi, persino penetrare all’interno della bottiglia. Anche se non sempre nocivo, un tappo ammuffito può alterare l’esperienza olfattiva del vino al momento dell’apertura.

Come mantenere l’umidità ottimale nelle cantine vinicole

Utilizzare un umidificatore: In ambienti con aria secca, come quelli riscaldati in inverno, un umidificatore può aiutare a mantenere il giusto livello di umidità. Cantine naturali: Se hai la fortuna di possedere una cantina sotterranea, l’umidità naturale di questi ambienti tende a essere ideale per la conservazione del vino. Frigoriferi per vino con controllo dell’umidità: Molti frigoriferi per vino moderni sono dotati di sistemi per il controllo dell’umidità, che garantiscono un ambiente stabile per le tue bottiglie. Controllo regolare: Utilizza un igrometro per monitorare regolarmente i livelli di umidità nella tua area di conservazione. Piccole correzioni possono prevenire problemi maggiori nel lungo periodo.

Mantenere il giusto livello di umidità è fondamentale per la conservazione del vino, cosi come lo è controllare la giusta temperatura. Proteggere il tappo di sughero significa proteggere l’integrità e la qualità del vino. Prestando attenzione a questo aspetto spesso trascurato, puoi assicurarti che le tue bottiglie invecchino in modo ottimale, regalando esperienze di degustazione eccellenti ogni volta che decidi di stappare una bottiglia.

Se vuoi sapere perché si tende a preferire il sughero per i tappi delle bottiglie di vino leggi questo nostro articolo 

Anteprima: Il sughero è un materiale naturale versatile e sostenibile ottenuto dalla corteccia dell’albero di quercia da sughero (Quercus suber). È ampiamente utilizzato in una varietà di settori grazie alle sue caratteristiche uniche e alle sue molteplici applicazioni. Viene prodotto principalmente nei paesi del bacino del Mediterraneo, dove gli alberi di quercia da sughero crescono abbondantemente. La corteccia dell’albero viene raccolta tramite un processo chiamato “scolaggio”, che consiste nell’asportare la corteccia esterna senza danneggiare l’albero. Questo processo permette agli alberi di rigenerare la corteccia, rendendo il sughero una risorsa rinnovabile.

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